| Autore | Franceschi Bruno e adatt. Zago P.. |
| Genere | Ragazzi |
| Personggi | 12 : 11 maschi e 1 femmina., |
| Atti | 2, |
| Epoca | Epoca presente., |
| Scenografia | A giudizio del regista. |
| Trama | Primo tempo: all’esterno della casa del falegname Giuseppe, di Nazareth, tre ragazzi sui tredici anni s’incontrano come per caso, appartengono a famiglie di diversa posizione sociale e politica, ciò si nota dai loro abiti. C’è infatti il Sadduceo, ben vestito e lisciato; c’è il Fariseo, con abito modesto, e infine lo Zelota, in camicia logora, blue jeans e bastone con drappo rosso. I tre ragazzi prendono a discutere e ciascuno di essi si studia di rimproverare agli altri i difetti, veri o presunti, delle rispettive categorie sociali. Giungono frattanto altri ragazzi: Pietro, figlio di un povero pescatore; Giuda, sorta di teppista che ruba e rivende tabacco e viveri a borsa nera; Giovanni, cugino del Nazareno. Alla discussione dei primi tre ragazzi, che aveva assunto toni di violenta rissa, subentra ora un dialogo pacato e sereno tra i sopravvenuti, ciascuno dei quali esprime concetti analoghi a quelli attribuiti dalle cronache evangeliche all’omonimo personaggio adulto. Gli eventi incalzano, all’inizio del secondo tempo, troviamo il Nazareno in compagnia di qualcuno che dovrà porgergli conforto in un’ormai prossima ora suprema. Si tratta di Gabriele, un mite fanciullo in veste bianca, cui Gesù si confida… una risataccia interrompe il colloquio e Satana, bellinbusto diciottenne, si fa avanti per conoscere quel “così bravo giudeo di cui tanto si parla…”. Il dialogo, dapprima quasi spassoso, finisce, dopo un crescendo altamente drammatico, con la netta sconfitta di Satana, che parte deluso e furente. Sopravviene ora Giuda che, col pretesto di un gioco, fa intervenire gli altri ragazzi, cui si è aggiunto Romano, figlio di un noto Ponzio. S’inizia così un finto gioco burlesco, con l’unico scopo di martirizzare Gesù bendato, fino alla Sua morte in una scena di estrema tragicità. |
| Giudizio | Vangelo apocrifo. Un protagonista veramente eccezzionale è stavolta di scena: un Gesù Nazareno ancora bambino, arditamente trasferito dal 6° aanno d. C. all'epoca presente, con alcuni dei personaggi che ebbero parte nella sua vita. Lo spettacolo lascia margini di temèpo, a sipario calato, per interessanti dibattiti e sondaggi di opinioni su queste moderne espressioni del verismo teatrale applicato ai Vangeli. |