| Autore | Roberto Franco. |
| Genere | Commedia |
| Personggi | 7 maschili e 6 femminili, |
| Atti | 3, |
| Epoca | Oggi., |
| Scenografia | Scena fissa. |
| Trama | Una pensione di mezza montagna, adatta per persone di una certa età. Ci sono anche dei giovani che, a loro volta, si adattano perché “l’amore”non ha preferenze altimetriche. La brillante vicenda incomincia con una coppia di sposi che sono ben lontani dall'essere novelli. Lui è Felice ma lei, Amalia, lo chiama ancora “Lice”. In un incidente un autocarro ha sfondato la vetrina del negozio di lei e lui, Felice, è stato ricoverato in ospedale con una gamba rotta. Ora è qui in convalescenza. Amalia deve rientrare in città per via del negozio; il marito resta, in apparenza dolente. Nella pensione ci sono altri personaggi curiosi: il Saluggia con la piacevole moglie Caterina e Renato, figlio dei due; Pavan, colonnello a riposo; lo zio, e custode della nipote Micaela, che vede volentieri Renato e di nascosto si scambiano tenerezze. Padrona della pensione è la signora Loredana; la sua collaboratrice-cameriera è Gina, innamorata del postino Giacomo. Dopo la partenza di Amalia il Lice ha un moto di ribellione: lui non è per niente “un vecchio commerciante ferito!” Vecchio proprio no; i suoi sessant'anni non contano affatto, il cuore batte ancora come quello di un giovanotto. E così si trasforma: lascia l’abito scuro, ne indossa uno chiaro, si toglie gli occhiali e butta via il bastone. Il cambiamento gli impone un certo esercizio ginnico, ma Felice è felice di sentirsi un altro. I suoi occhi si posano sulla piacevole Caterina, e i due incominciano a parlare di quel più e quel meno che porta inevitabilmente a confidenze sentimentali. Micaela e Renato, sia pure vigilati dallo zio colonello e dai genitori Saluggia, combinano incontri sul tipo di Giulietta e Romeo. Il postino, per ottenere dalla padrona la libera uscita serale della Gina, trova un cliente straordinario che dovrebbe dare lustro alla pensione: un certo Bavetto, campione di telequiz. Gli innamorati, che ruotano attorno al Felice ringiovanito, contribuiscono a creare quall'atmosfera giovanile di cui il nostro Felice ha tanto bisogno. Malgrado la gamba ancora indolenzita Felice va a ballare con Caterina e, con la stessa, s'impegna in una gara di ballo. Purtroppo tutto ciò avverrà sabato, quando Amalia ritornerà dal suo Lice, ben deciso a mantenere la sua posizione giovanile. L'incontro con la moglie non è allegro; Felice è seccato, vieta alla moglie di chiamarlo Lice e le fa capire che lui si sente un altro. Dopo la serata danzante Felice torna alla pensione stanco e pieno di dolori. Caterina non ha dimostrato di essere quella piacevole creatura che lui sognava. Chi si è divertito sono i giovani che, finalmente, trovano comprensione. Non è accaduto nulla di straordinario ma lui, Felice, ha capito che al mondo l'importante è saper essere ciò che si deve essere, al momento opportuno. Lei, Amalia, torna serena, felice di riavere il suo Lice. |
| Giudizio | Una commedia che deve essere recitata con molto garbo per non sciupare la freschezza del brillante intreccio. Piacerà a qualsiasi pubblico. |