| Autore | Roberto Franco. |
| Genere | Comico |
| Personggi | 11 : 5 U, 6 D., |
| Atti | 2, |
| Epoca | Attuale, |
| Scenografia | Scena fissa: modestissima sala d'aspettodi uno studio fotografico. Solite porte, oppure quinte. |
| Trama | Un marito mite, "oppresso" dai capricci della moglie e dei figli, afferra al volo l'opportunità per riconquistare una dignitosa personalità. L'occasione gli viene offerta dall'intrusione in casa di una ex soubrette di operetta (zia della colf) la quale è convinta di riconoscere in lui il suo "partner" d'arte di cui era follemente innamorata, e che (diversi anni prima) era improvvisamente sparito dalla circolazione. Quel marito mite, insomma, finge d'aver smarrito la memoria e di credersi quel "partner" a cui l'ex soubrette offre una vita da pascià. Perciò non riconosce più alcuno della famiglia e degli amici, compresa... la moglie. Ovviamente, dopo un irresistibile e comicissimo "gioco degli equivoci", ogni cosa si normalizza. Questa commedia ha già avuto " traduzioni - adattamenti " in numerosi dialetti, dal romanesco al piemontese, dal bergamasco al siciliano, dal veneto al cosentino, e altri. |
| Giudizio | Parafrasando il titolo famoso, ecco l'allegria invadere il palcoscenico. |
| Allegato | Allegato alla rivista Teatro N. 195 - Settembre 1995 |