NOTTURNO

AutoreZago Roberto.
GenereDrammatico
Personggi5 : 3 U, 2 D.,
Atti2,
EpocaOggi.,
ScenografiaUn lebbrosario indiano.
TramaSiamo in India, presso una delle tante missioni cristiane: siamo nel lebbrosario di Eluru in corso di costruzione in mezzo ad una umanità che soffre e che ha fame. Nell’arco brevissimo di una notte, quattro personaggi danno vita alla vicenda. Padre Soddo è la figura più accattivante, perché è il personaggio del dubbio, della crisi. E’ il missionario che ha fatto della sua missionarietà una professione, è un sacerdote che ha fatto della sua consacrazione una routine, è un “ragioniere di Dio”, e come tale si comporta. Suor Stefania è anch’essa una missionaria, votata integralmente in un’opera di donazione di sé agli altri che lascia sconcertati: la sua è la donazione totale, l’amore totale, non solo verso i lebbrosi che cura, ma verso ogni lebbra umana che incontra: prima fra tutte quella che attanaglia Soddo. Mauro è un architetto venuto in India sulla scia del fascino dei racconti d’avventure, o almeno così sembra, incerto nella sua mancanza di fede, tanto incerto che l’incontro con Suor Stefania e lo scontro con il dramma di Padre Soddo sono così forti in lui da smuovere la sua incertezza. Romano è un fratello laico, è l’entusiasmo della semplicità che fa da contrasto al dubbio di Soddo: è un semplice per eccellenza, accetta la sua funzione, voluta da Dio, vivendo la sua vita, donando se stesso nel quotidiano. Quattro personaggi ruotano l’uno attorno all’altro, legati ad un filo invisibile, teso da un quinto personaggio, che non parla, che non si vede, che nessuno mai8 sarà chiamato ad interpretare, ma che invece c’è, e si trova, scenicamente, al di là della tenda che divide, sul fondo, la stanza del lebbrosario di Eluru dove si svolge “Notturno”, dalla piccola cappella: il Cristo nell’ostia consacrata, chiuso nel tabernacolo, eppure presente, quasi misteriosamente, sempre interlocutore degli altri personaggi. Mauro ha terminato il lavoro per cui è venuto in India: lascia dei progetti per la realizzazione del lebbrosario, ha istruito i paria che lavoreranno nel cantiere, ha svolto in terra indiana la sua professione di architetto, ed ora è prossimo alla partenza. L’entrata di padre Soddo in scena tronca il dialogo tra Mauro e suor Stefania, ma è un troncare brusco, imprevisto, quasi fastidioso. Padre Soddo appare subito come una figura ambigua, c’è qualcosa in lui che suona stonato. E la suora si allontana. Lo sfogo di Soddo con Mauro domina la parte iniziale del dramma. E’ un po’ il sasso gettato nell’acqua: la novità della persona estranea (Mauro) convince Soddo ad aprirsi in una confessione quasi disperata. Lo sfogo di Soddo è ascoltato, al di là del velo che nasconde la cappella, da suor Stefania. Soddo lo scopre, la cosa lo urta: sa che suor Stefania è la sua più diretta antagonista nella sua lotta per perdere la fede, e non ha ritegno a dirglielo. Il dramma prosegue… vi è poi l’episodio di un lebbroso in fin di vita che chiede i sacramenti e Soddo, prima riluttante, va a compiere questo gesto di carità… o di professione… vengono poi vari dialoghi che vedono Mauro come antagonista, sino a un’ultima scena finale in cui vi è uno scontro aperto fra Soddo e Dio, con suor Stefania e Mauro come interlocutori. La Grazia di Dio al fine trionfa e la sua misericordia riporterà Soddo ad accettare fino in fondo il suo ruolo, la sua funzione di prete e di missionario.
GiudizioSiamo in India, presso una delle tante missioni cristiane in corso di costruzione, in mezzo ad una umanità che soffre e che ha fame. Nell'arco brevissimo di una notte, quattro personaggi danno vita alla vicenda. Testo adatto per un dibattito.

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