| Autore | Bertelli Flavio. |
| Genere | Drammatico |
| Personggi | 4 : 3 U, 1 D., |
| Atti | 1, |
| Epoca | Indefinita., |
| Scenografia | Scena fissa. |
| Trama | Siamo nelle ore che seguono la distruzione atomica della Terra: il bottone è stato schiacciato, da una parte e dall’altra, per folle calcolo o per tragico sbaglio; sono partiti i grappoli dei missili e l’uomo è tornato all’anno zero. La grande barca dell’umanità è affondata; dal naufragio si salvano soltanto un uomo e una donna che si amavano e ora si stringono su una zattera in cerca di una terra dove la donna possa mettere alla luce il figlio che attende. Vuole, l’uomo, che la nuova stirpe che nasce sia migliore; la donna teme che gli errori e le infamie siano irrimediabili. Ma l’uomo gli da fiducia, la bontà si può imporre, si può insegnare a costruire invece di abbattere, e nella nuova società di cui sogna una soltanto sarà la legge, quella del precetto evangelico che impone di amare il prossimo come noi stessi. L’Autore ha qui introdotto quella che è l’invenzione migliore di quest’opera: la proiezione, nata dai timori della donna e fugata dalla certezza del marito, dei due capi in lotta. Tutti lividi e ammaccati, gli abiti a brandelli, fantomatici residui della distruzione atomica, sono ancora gli stessi nel fondo: usano ancora vacuamente e teatralmente le parole di pace e giustizia, sono disposti a fare lega e ad alternarsi al potere, sono pronti a rimettere in marcia un tetro grammofono che suona l’inno marziale, e riattaccarsi spente medaglie, a guarnirsi di logori fiocchi e pendagli, sol che abbiano sentore di poter riprendere il comando sugli uomini. |
| Giudizio | Dopo la distruzione atomica della terra, un uomo e una donna si salvano e fanno progetti per un futuro, ma l'incontro di due capi delle fazioni in lotta li portano a discutere ma quale ideale riuscirà e prevalere? L'Autore ce ne da una sua soluzione. |