| Autore | Zago Roberto. |
| Genere | Drammatico |
| Personggi | 1 uomo, 2 donne e comparse., |
| Atti | 2, |
| Epoca | Oggi., |
| Scenografia | Scene varie. |
| Trama | Michele, impiegato di mezza età, si ritiene abbastanza contento di quanto gli offre la vita. Sposato, con due figli, ha un buon impiego presso una società milanese e si trova ora in procinto di partire per trascorrere le sue vacanze al mare, dove già l’attendono moglie e figli. Porta bene i suoi quarantacinque anni e, nella pienezza dei suoi mezzi fisici e intellettuali, pensa di poter contare su di un avvenimento non meno felice. Gli rimane solo da dissipare una lieve preoccupazione: il dottor Barberi, suo medico di fiducia, l’ha indirizzato a uno specialista, il prof. Merli, per migliori accertamenti sulla natura di un bitorzolo apparsogli su un fianco. Cosa da poco, certamente, ma lo punge tuttavia un dubbio che decide di sciogliere con un piccolo sotterfugio: si presenterà cioè per sentire l’esito degli esami clinici, nei finti panni di un supposto fratello. La sorte lo favorisce, e un giovane sostituto del professore assente, credendo alle sue affermazioni, gli rivela involontariamente che gli accertamenti hanno riscontrato un cancro ormai purtroppo quasi incurabile. Ed è lo stesso protagonista che, monologando, ci racconta ora la sua amara vicenda, destinata a concludersi con una morte crudele a forse breve scadenza. Una cupa disperazione attanaglia il cuore di Michele, egli tenta dapprima di convincersi che può trattarsi di una diagnosi errata: che diamine, non sbaglia forse mai la scienza medica? Ma subentra poi subito un ragionamento opposto, basato sulla spietata dimostrazione dei referti. Con fredda determinazione egli decide allora di comportarsi come ha suggerito il medico al suo supposto fratello: fingere di non sapere, ostentare serenità, fiducia! A questo punto, però, il monologo introduttivo di Michele si sdoppia, per così dire, affiancandosi alla realizzazione scenica, degli episodi che via via seguiranno, inquadrati da effetti di luce. Dapprima un dialogo evocativo di cari ricordi con la moglie Anna, raggiunta al mare. Poi, triste ironia del destino, un’inattesa promozione ad alto incarico direttivo, porta Michele a Venezia. E qui, in una notte di sogno, gli avviene di conoscere Katia, bellissima attrice che per disillusioni medita di sopprimersi. L’incontro la salva, ma è allora lo stesso Michele che, attratto dalla personalità non comune dell’artista, le confida a sua volta di essere assillato dal medesimo desiderio di farla finita con la vita. Il breve incontro ha presto termine, ma non è stato forse inutile quello scambio di confidenze tra due anime disperate. Segue uno svolgimento di questo dramma che tocca tutte le varie corde del dolore , della speranza, della religione e della pace del cuore. Dramma profondamente umano, genialmente concepito, che investe cuore e spirito dello spettatore. Richiede attori che sappiano veramente immedesimarsi nei personaggi da rappresentare. Essenziale un perfetto gioco delle inquadrature luminose. |
| Giudizio | Dramma profondamente umano, genialmente concepito, che investe cuore e spirito dello spettatore. Richiede attori che sappiano veramente immedesimarsi nei personaggi da rappresentare. Essenziale un perfetto gioco delle inquadrature luminose. |