CRISTINA, LA MIA MAMMA

AutoreZago Roberto.
GenereDialetto
PersonggiUna donna attempata e un giovane.,
Atti2,
EpocaOggi.,
Scenografia

Nella prima parte un ufficio qualunque; nella seconda lo stanzino dove è riposta la cassaforte della ditta.

Trama

Cristina è la donna delle pulizie. Essa ha un figlio, Mario, avuto da uno dei tanti, troppi, uomini che hanno costellato la sua vita di donna vissuta. Mario è il suo assillo, oltre che la pupilla dei suoi occhi, al quale ha concesso sempre tutto. Mario, mentre la madre è occupata, viene per svaligiare la cassaforte della ditta dove la donna esercita, fuori orario, il suo servizio. La donna se ne accorge e lo chiude dentro nello stanzino, decisa a ripudiarlo. Imprigionato, il giovane accusa la madre di tutte le sue attenzioni, soprattutto di quelle troppo apprensive e generose. Fino ad offenderla violentemente. Ma proprio nel parossismo delle sue invettive, capisce che è l'amore di una povera donna sola ad aver dettato quelle manifestazioni e incomincia a ritrovare se stesso. Fa scivolare sotto la porta il denaro sottratto in segno di pentimento e, finalmente, la porta si socchiude.

Giudizio

Il lavoro, in dialetto, esige attori esperti.

Allegato

Allegato alla rivista Teatro N. 143 - Maggio 1988

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