• LO SCANDALO DEL GESU' BAMBINO

    Ho letto nei giorni scorsi un racconto sul "Foglietto mensile DON ORIONE" di Milano, Dicembre 2021 a firma di don Pierangelo Ondei, Direttore.
    Una storia vera che mi ha commosso e ve la voglio far conoscere.

  • Non sapremo mai se Tobias quella mattina sia arrossito per imbarazzo!  Il fatto è che Tobias è un bambino nero, dagli occhi grandi ed espressivi, un sorriso gioioso che lascia trasparire denti bianchissimi in contrasto col colore della pelle.  Nessuno dei suoi compagni della terza elementare lo aveva mai visto arrossire.    Ma veniamo ai fatti.

    La maestra voleva che quell'anno il presepio fosse costruito dalle mani dei bambini.  Aveva chiesto la loro collaborazione ricevendo una risposta entusiasta.  A Lisa toccava disegnare San Giuseppe su un cartoncino e, una volta ritagliato, creargli la base perché si reggesse in piedi.  La Madonna era stata assegnata a Maria, a cui si confaceva il nome.   Poi i pastori, le pecore, gli angeli.  Insomma ognuno aveva il suo personaggio.  Roby aveva voluto a tutti i costi l'asino, non perché fosse l'ultimo della classe, ma perché era un burlone e gli piaceva fare l'originale. Naturalmente il suo amico inseparabile, Stefano, aveva preteso di disegnare il bue, per non rompere la coppia ormai collaudata.  E il personaggio più importante?  Gesù Bambino?  Era stato tratto a sorte ed era toccato a Tobias.  

    La mattina in cui dovevano portare a scuola il frutto del loro lavoro c'era molta agitazione nell'aria.  I bambini traevano dagli zainetti le loro opere, le mostravano, le commentavano, si compiacevano.  Adesso toccava a Tobias.  Tutti si fecero attorno a lui.  La suspence era grande.  Frugò in fondo alla cartella e vi trasse lentamente il suo Gesù Bambino. 

    Sorpresa generale... "Ma è nero!", esclamò Lucia.  "Non ho mai visto un Gesù Bambino nero in tutta la mia vita", aggiunse Marco con tono critico.  "Ci rovinerà il presepio", sentenziò deciso Raffaele.  "Bisogna cambiarlo, dobbiamo colorarlo di bianco", disse un altro di cui è bene tacere il nome.     E' a questo punto che non sappiamo se Tobias arrossisse per l'imbarazzo.  Certo sul suo volto comparvero chiare la delusione e la tristezza.  Abbassò mortificato a terra gli occhi che si riempirono di lacrime.  "Ma a me quel Gesù Bambino piace!"  Tutti si voltarono per vedere chi avesse parlato.  Era proprio lei, Sofia, che di solito parlava pochissimo e non litigava mai con nessuno.  Intervenne allora la maestra che fino ad allora aveva ascoltato tutti senza aprir bocca.  "Gesù Bambino, quello vero, quello nato tanti anni fa nella grotta di Betlemme, sarebbe contento di escludere dal nostro presepio la sua immagine perché ha la pelle nera?".   Ci fu una pausa di silenzio che sembrava non finisse mai.  Infine si udì una voce flebile.  Era ancora lei: Sofia. "Gesù ci ha insegnato che siamo tutti uguali.  Non importa se siamo bianchi o neri.  Sono certa che a lui non dispiacerebbe avere la pelle nera nel presepio".

    "E' bello il tuo Gesù Bambino, ha uno sguardo tenero", intervenne Maria, che da parte sua aveva disegnato una Madonna bianca come la neve.  "Sembra che ci sorrida", aggiunse Angela.  "Nel nostro presepio ci starà benissimo", confermò Roby.  Seguì una serie di commenti positivi.  Anche Mohammed, che fino ad allora si era tenuto fuori dalla disputa, ora acconsentiva.  I bambini presero piano piano a circondare Tobias per comlimentarsi con lui.  Una bambina gli diede un bacio sulla guancia, un'altra lo abbracciò.  Il volto di Tobias si era trasformato.  Ora era raggiante e sprizzava gioia da tutte le parti.  Il suo Gesù Bambino era stato "promosso a pieni voti".  La maestra sorrideva felice.  I bambini della sua classe avevano compreso davvero bene il messaggio del Natale.

  • Un grazie a tutti voi per la lettura di questo piccolo brano,

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