• EPITAFFIO

    Chi sott gh'è el corp del sur Consejer Spech

    che l'è staa in vitta sova on gran boricch,

    bravo domà per fa salamelecch

    col coeur de Giuda e el muso de Berlicch;

    el mond cont la soa mort l'ha perduu pocch,

    e ha quistaa on sant el paradis di occh.

  • EPITAFFIO

     

    Qui sotto c'è il corpo del signor Cosigliere Specch

    che è stato in vita sua un grande asino,

    bravo soltanto per fare salamelecchi

    col cuore di Giuda e il muso di diavolo;

    il mondo con la sua morte ha perduto poco,

    e ha acquistato un santo il paradiso delle oche.

  • Francesco Saverio Specch, nobile ungherese, consigliere di Governo e Direttore delle Poste, morì, avverte l'Isella. nel 1828, cioé ben sette anni dopo la morte del Porta. E tuttavia questo fatto non è sufficiente motivo per escludere la paternità portiana di questo epitaffio, poiché il poeta avrebbe potuto comporlo a guisa di epigramma, per colpire la debolezza morale e l'ottusità del nobiluomo ancora vivo e vegeto. Il Cherubini copiando l'epitaffio in un primo tempo rimase dubbioso, poi lo giudoicò sicuramente portiano; così pure il Barbiera, che lo inserì nella sua edizione.

    Alcuni chiarimenti del testo:

    ...boricch... vale per asen, somaro, ciuco. ...paradis di occh... voce scherzevole denotante un paradiso immaginario, vi è pure chi talvolta l'usa per "inferno", per "casa calda".