• Testament de Apoll

     

    Apoll desbirolaa de la veggiaja,

    intapponii de duu tòcch d'accident,

    l'ha faa unì on convocaa de la canaja

    che se spaccia in Milan per sò parent;

     

    e quand tra grand e gross e menudraja

    el se n'è vist intorna on regiment,

    l'ha alzaa sù el coo del sò moschett de paja

    e el gh'ha farfojaa sù sto testament.

     

    Fioj... mì creppi... Ma no stel a dì...

    Seguittee a vess sfacciaa... testatrd... Addio!...

    Tej!... guarnee quest... e regordev de mì.

     

    E in quella, punf! El molla l'ultem pett,

    che dal cuu armonios de quell gran Dio

    el ciappa el son d'Ix, Ipsillon e Zett;

     

    proppi robba de mett

    in sul Glisson scientifich letterari

    per dann notizia a tucc i taffanari.

  • Testamento di Apollo

     

    Apollo scardinato dalla vecchiaia,

    allocchito da due colpi d'accidente,

    ha fatto riunire un'assemblea della canaglia

    che si spaccia in Milano per sua parente;

     

    e quando tra grandi e grossi e minutaglia

    se n'è visto intorno un reggimento,

    ha alzato su il capo dalla suo letto di paglia

    e gli ha farfugliato questo testamento.

     

    Figlioli... io crepo... Ma non statelo a dire...

    Seguitate a essere sfacciati... testardi... Addio!...

    Prendete!... Conservate questo... e ricordatevi di me.

     

    E in quella, punf! Molla l'ultimo peto,

    che dal culo armonioso di quel gran Dio

    prende il suono di Ics, Ipsilon e Zeta;

     

    Proprio roba da mettere

    sul Glisson scientifico-letterario

    per darne notizia a tutti i deretani.

  • Da Carlo Porta "LE POESIE" Feltrinelli Editore

    Il sonetto è probabilmente del dicembre 1819, posteriore cioè alla rappresentazione de Il Marsia, il secondo melodramma dell'antiromantico G. Paganini, apparso sulle scene de Teatro Re nella prima decade di dicembre e accolto con insuccesso. Siamo con questo sonetto nuovamente nel vivo della polemica classico-romantica, con un Porta che irride alle estreme offese di un classicismo arrocato nell'appendice letteraria della Gazzetta di Milano e sostenuto dalla penna di Francesco Pezzi, l'estensore degli articoli critico-letterari.

    Alcuni chiarimenti del testo:

    ...tòcch d'accident... Vale come colpi apoplettici; fuor di metafora sono i due drammi antiromantici I Romanticisti e Il Marsia che con il loro esito infelice gli avevano dato il colpo di grazia.

    ...moschett... cortina che ptrotegge il letto dalle mosche, qui indica il letto stesso.

    ...Glissom... Annota il Porta: "Così detta la Gazzetta di Milano dal primo vocabolo dell'epigrafe all'appendice letteraria"; che era appunto: Glissons et n'aunyons pas.